27/05/17

il cittadino al centro del progetto filadda

Di seguito pubblichiamo l'intervento sul programma fatto in assemblea dai candidati consiglieri di filadda, Monica Mazzoleni e Riccardo Memeo.





La scelta di mettere al centro del nostro progetto il cittadino non può che tradursi sul piano pratico in un’attenta e mirata programmazione di interventi che riguardano tutto ciò che può confluire nel più ampio concetto di “sociale”. Va considerato anche il fatto che ogni provvedimento amministrativo e  legislativo avrà delle ricadute sui provvedimenti sociali e viceversa, in virtù del fatto che la complessità dei tempi che stiamo vivendo rende ancora più complesso "fare del sociale", ma proprio per questo diventa essenziale e affascinante affrontarlo.

L’impegno sarà quello di offrire servizi alla persona, intesa non solo come cittadino (un intervento in tal senso sarà la creazione dello “sportello amico” per gli abitanti affinchè sappiano a chi rivolgersi e come agire in determinate situazioni) ma servizi alla persona intesa come sistema bio-psico-sociale, occupandoci quindi di benessere individuale, di relazioni e di agenzie sociali.

L’area principale sulla quale si focalizzeranno i nostri interventi è la famiglia, in tutte le sue forme e sfumature, sposate, conviventi, monogenitoriali, ricostituite, con bisogni speciali, di persone sole, proprio perché è la famiglia il cuore di una comunità, quel ponte che collega pubblico e privato e che bisogna tutelare per il futuro.

Fondamentale sarà prevenire situazioni di disagio e marginalizzazione attraverso una stretta collaborazione con le agenzie sociali del territorio (servizi comunali, privati, volontari, scuola, servizi sanitari, servizi culturali, azienda consortile) ponendo maggiore attenzione alle agenzie in cui le funzioni familiari sono svolte da servizi ed istituzioni diverse dalla famiglia, ad esempio i servizi per la prima infanzia.

Uno strumento di grande utilità che si è rivelato strategico, a questo proposito, è l’uso dei “progetti” in quanto essi sono in grado da un lato di sostenere le capacità di autorganizzazione delle famiglie e dall’altro rendono ben evidente il ruolo dell’amministrazione pubblica nel suo impegno per il sociale. Nei progetti può infatti emergere con maggiore chiarezza l’incontro diretto con i destinatari degli interventi, una conoscenza specifica dei bisogni in gioco, il controllo delle attività, la flessibilità nei confronti di nuove esigenze, la verifica e la buona riuscita dell’intervento.


Abbiamo intenzione di realizzare politiche familiari atte ad assicurare sia il sostegno del reddito familiare (come ad esempio la tutela della maternità e della paternità informando le famiglie sui servizi del territorio e garantendo l’informazione per l’accesso ai contributi statali e regionali; la revisione per l’ampliamento dei meccanismi di accesso ai servizi attualmente erogati mediante una intelligente applicazione dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente) sia il sostegno delle attività assistenziali e socializzanti della famiglia (garantendo tutte le attività sociali e i servizi di tutela della persona già in essere, assistenza domiciliare per i disabili e gli anziani, pasti a domicilio, iniezioni presso la dimora del paziente, telesoccorso; ampliando l’offerta delle iniziative sociali a tutela della famiglia come il sostegno ai care-giver, il reinserimento lavorativo, attività esperienziali).